Che cos’è l’eco print?

L’eco print, detto anche stampa botanica a contatto, trasferisce la forma e il colore di vere foglie direttamente su tessuto o carta. Le foglie vengono premute contro la fibra; umidità, tempo, sali metallici e spesso calore ne liberano pigmenti e tannini e li fissano. Il risultato è un’impronta fatta dalla foglia stessa, non l’immagine di una foglia.

Vista ravvicinata di tessuto grigio in eco print con impronte di foglie blu ardesia e verde chiaro.
Dettaglio di un pezzo LeafSilk: impronte blu ardesia e verde chiaro su tessuto grigio.

Come funziona l’eco print

Ogni laboratorio ha il suo metodo, ma la maggior parte segue gli stessi cinque passaggi.

  1. Preparare il tessuto. La stoffa viene lavata bene perché nulla blocchi le fibre. Molti la trattano anche con un mordente, una sostanza che aiuta il colore a legarsi alla fibra. I sali metallici sono mordenti comuni.
  2. Disporre le foglie. Foglie fresche o reidratate vengono disposte a mano sul tessuto, a volte dopo essere state immerse in una soluzione.
  3. Arrotolare e legare. Tessuto e foglie vengono arrotolati o piegati stretti e legati. È il contatto stretto a dare un’impronta nitida.
  4. Fissare la stampa. Molti usano il vapore o la bollitura. Altri lasciano riposare il rotolo in una soluzione, o combinano le due cose.
  5. Aprire e far riposare. Il rotolo viene aperto, le foglie vengono tolte e il tessuto riposa prima del risciacquo.

Come lavora LeafSilk

Da LeafSilk le foglie di alberi diversi vengono posate sul tessuto, per lo più seta o misto seta. Tessuto e foglie vengono poi arrotolati insieme, stretti e legati, e il rotolo riposa in una soluzione di sali metallici. A volte si usa anche il calore.

Cambiare le foglie o la soluzione cambia il risultato, quindi ogni pezzo è una prova a sé. Per questo i colori delle nostre opere vanno dall’ocra chiaro al rosso corallo al blu ardesia, e per questo nessun pezzo è uguale a un altro.

Vista ravvicinata di file di foglie lobate chiare e lunghe foglie verdi in eco print su tessuto rosso corallo.
File di foglie lobate e seghettate, posate una a una su un pezzo LeafSilk.

Perché ogni stampa è diversa

  • L’albero. Le foglie ricche di tannino, come quelle del noce, stampano con forza, mentre altre segnano appena il tessuto senza aiuto.
  • La stagione. Lo stesso albero può stampare in modo diverso dalla primavera all’autunno.
  • I sali metallici. Il ferro di solito scurisce l’impronta verso il marrone, il grigio o il nero. Altri sali spostano il colore in altre direzioni.
  • Il tessuto. Seta e lana sono fibre proteiche e assorbono bene il colore vegetale. Cotone e lino sono fibre di cellulosa e di solito richiedono più preparazione.
  • Il contatto. Un rotolo stretto dà nervature e bordi nitidi. Un piccolo spazio lascia una morbida impronta fantasma.

La seta ha un altro vantaggio: la sua superficie fine e liscia registra dettagli minimi, come le nervature di una foglia o i denti del suo bordo.

Vista ravvicinata di impronte di foglie con una linea di sottili punti scuri lungo ogni bordo seghettato.
I denti di ogni foglia, stampati come una sottile linea di punti scuri.

Da dove viene l’eco print

Lo sviluppo dell’eco print è ampiamente attribuito all’artista tessile australiana India Flint. Secondo l’Australian National Herbarium, lo ha messo a punto durante le ricerche per un Master of Visual Arts alla University of South Australia. Per suo stesso racconto lo ha pubblicato per la prima volta a un simposio a San Pietroburgo nel 1999, e il suo libro Eco Colour (Murdoch Books, 2008) ha contribuito a diffondere il metodo nel mondo.

L’eco print a confronto con altri metodi

MetodoChe cosa crea l’immagineSi può ripetere?
Eco printUna vera foglia premuta contro il tessutoNo, ogni impronta è unica
Stampa “botanica” digitaleInchiostro, da un file immagineSì, quante volte si vuole
Serigrafia o stampa a blocchiInchiostro o colore attraverso un telaio o da un bloccoSì, il motivo si ripete
Hapa zomeFoglie o fiori battuti nel tessutoNo, ma i segni sono di solito più tenui
CianotipiaL’ombra di una pianta su un rivestimento fotosensibileQuasi, e l’immagine è sempre blu

Non sai bene che cosa hai davanti? Ecco come distinguere un vero eco print da una stampa digitale.

L’eco print è ecologico?

L’“eco” di eco print è il nome di una tecnica, non un’affermazione ambientale né una certificazione. Il colore dell’impronta viene dalle piante e non da un inchiostro da stampa, ma il processo usa comunque acqua, sali metallici e talvolta calore, e queste soluzioni vanno maneggiate con cura. Per questo non descriviamo i nostri pezzi come ecologici. Ti raccontiamo come sono fatti e lasciamo a te il giudizio.

Fonti

  1. Eco-print, Opening Artists' Books, University of Utah Libraries
  2. Biography of India Flint, Australian National Herbarium
  3. Eucalyptographia, India Flint's School of Nomad Arts
  4. Eco Colour by India Flint, Murdoch Books, 2008
  5. The Art of Eco-Printing, Alchemist Pro / Fibre2Fashion
  6. How to make eco printed fabric, FiberArtsy
  7. Botanical contact printing, Lotta Helleberg

Domande

Che differenza c’è tra eco print e tintura naturale?

La tintura naturale colora tutto il tessuto in un bagno. L’eco print lascia il segno delle singole foglie dove hanno toccato la stoffa. Molti uniscono le due cose e stampano le foglie su un fondo già colorato.

Quali foglie sono migliori per l’eco print?

Le foglie ricche di tannino stampano di solito con più forza. Noce, quercia, acero ed eucalipto sono scelte comuni, ma il risultato cambia con il luogo, la stagione e la soluzione, quindi ognuno prova i propri alberi.

Serve il calore per l’eco print?

Non sempre. La maggior parte dei metodi pubblicati usa il vapore o la bollitura, ma soluzione e tempo possono fare gran parte del lavoro. Da LeafSilk il calore si usa solo a volte, a seconda del pezzo.

Un eco print sbiadisce?

Il colore vegetale può attenuarsi con il tempo e sbiadisce più in fretta sotto il sole diretto prolungato. La durata dipende da fibra, preparazione e fissaggio. La nostra guida alla cura spiega come proteggerlo.

Un eco print si può riprodurre?

Non esattamente. Se ne può stampare una foto in digitale, ma nessuna foglia è uguale a un’altra, quindi un vero eco print non si ripete. Ecco come distinguerli.

Scopri che cosa sanno fare le foglie.

Ogni pezzo esiste una sola volta. Scrivici, ti risponderemo personalmente.

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